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venerdì, novembre 02, 2007

Apple: spot 2.0



Nick Haley
è un diciottenne, un ragazzo come tanti nel mondo, con una passione innata per la musica, per gli iPod e una tradizionale simbiosi con i prodotti della Apple ereditata dai propri genitori (possiede un Macintosh dall'età di 3 anni).



Un po' per gioco, un po' per passione il ragazzo inglese ha montato uno spot di 30 secondi per il lettore multimediale della Apple che poi ha pubblicato sul portale di videosharing Youtube.





Potete immaginare la sua meraviglia quando, sull'autobus che lo portava all'Università di Leeds, dove Nick è matricola, ricevette sul suo cellulare il seguente messaggio: "Rappresentiamo Apple, abbiamo visto cosa hai realizzato e vorremmo chiacchierarne con te".



Pochi giorni dopo Nick era in volo per la California.



La Apple ha assegnato all'agenzia pubblicitaria Tbwa il compito di riprendere il video e rigirarlo con la consulenza del ragazzo. Lo spot è andato in onda sulla tv americana domenica scorsa.



L'episodio sta diventando il simbolo del nuovo scenario creato dal Web 2.0, dove i protagonisti sono gli stessi utenti, i clienti, che con i loro contenuti e i loro video intrecciano le proprie esperienze nelle social community collegate alle aziende come YouTube o MySpace.




Molti pensano che questo sia il trionfo dei contenuti generati dagli utenti: sicuramente è il successo della Apple, che ha dato ancora una volta [1] un elegante esempio di come si fa marketing sfruttando il fenomeno "bottom-up" tipico dei social network, dove è l'utente che crea conoscenza in una spirale positiva che innesca fenomeni di autoreferenzialità.



E' un fatto cioè che il prodotto stia propagandosi da alcuni giorni in maniera virale tra i centinaia di migliaia di blogger, affascinati da questo video realizzato da un giovane con la passione per la musica e i prodotti della Apple in cui evidentemente tutti si identificano un poco.



I contenuti generati dagli utenti stanno conquistando il mondo della pubblicità: abbiamo assistito alla nascita del My Advertising?



Nick ha avuto l'idea mentre ascoltava "Music Is My Hot, Hot Sex" del gruppo brasiliano Css (qui una loro eccellente recensione).


NOTE


[1] Un caso analogo era già accaduto nel 2004, quando l'insegnante George Masters creò uno spot video che mostrava degli iPod volanti e pulsanti in chiave psichedelica creando l'analogia di un cuore palpitante: lo spot conquistò già allora la blogosfera confermando la richiesta del pubblico di essere per la prima volta protagonista delle scelte dell'azienda.


lunedì, maggio 14, 2007

Ecosistemi dei media Digitali sul Web

Il concetto di "sistema digitale" visto come un ecosistema, con l'accezione che descrive la convergenza tra dinamiche evolutive e reti informatiche, e la capacità di tali sistemi di autoorganizzarsi, trova sempre più ampie applicazioni, anche in ambito socio-economico, grazie al costante sviluppo del mondo Internet.

Un "ecosistema" dei media digitali è concettualmente analogo a un ecosistema biologico, dove ogni singola parte cresce con il tutto. E' una visione olistica della Rete che trova fondamenti scientifici nelle più recenti teorie sui sistemi complessi e sullo sviluppo delle reti a invarianza di scala (scale free network).

Da un punto di vista operativo, questo approccio consente di raggiungere risultati formidabili in termini di visibilità on-line e, quindi, di probabilità di essere trovati dai navigatori potenzialmente interessati a uno specifico tipo di informazione.

Elementi base di un ecosistema digitale sono, oltre al "classico" sito Internet, i nuovi strumenti resi possibili dal cosiddetto Web 2.0, tra cui blog, Podcast, YouTube, Flickr, MySpace, Second Life, le community di settore, i social network, i forum... tutti quei luoghi digitali dove è possibile "comunicare", magari a target diversi ma in un'ottica fortemente integrata, pianificata accuratamente e gestita con continuità.


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domenica, aprile 29, 2007

Moltiplica le tue opportunità di business con DEP (Digital Ecosystem Project)

Il "Digital Ecosystem Project" è un progetto che nasce con l'obiettivo di consentire alle PMI, ad enti/associazioni e agli studi professionali di conoscere le enormi potenzialità del funzionamento delle reti promosso da Inter.media sul social Network Neurona
intermedia

Tra le finalità di studio che si pone il progetto "Digital Ecosystem Project" vi è quello rivolto a un incremento della visibilità e della riconoscibilità del marchio e dei prodotti aziendali grazie a un incremento del posizionamento sui motori di ricerca, in primo luogo Google che, oggi, soddisfa la maggior parte delle richieste dei navigatori.

Tra le aziende/associazioni promotrici del progetto, oltre a Intermedia e allo stesso Club Internazionale dei Diritti del Turista ci sono la Web Agency Time&Mind, l'associazione Popai, la rivista The Daily Bit.


COME FUNZIONA

In analogia al significato di “ecosistema biologico” che vede nell’interazione fra gli elementi di una comunità di organismi e l’ambiente in cui essi vivono la sua essenza, un ecosistema digitale ha l’obiettivo di svilupparsi grazie alle interazioni fra le parti di cui è costituito: pagine Web e link.

Un ecosistema digitale, in termini operativi, si traduce in una quanto più possibile fitta ramificazione di pagine Web interconesse che ha nelle piattaforme del Web 2.0 (YouTube, Flickr, Blogger, MySpace, Xanga, LinkedIn, Second Life...) le estremità e nel portale aziendale il tronco verso il quale tutti i rami convergono.

I motori di ricerca apprezzano i collegamenti perché rappresentano un segno di “credibilità” del sito oggetto dei link. Il Web 2.0, attraverso i suoi potenti strumenti di social networking opportunamente utilizzati grazie a una accurata pianificazione strategica, rappresenta una grande opportunità per creare “visibilità”.


PER PARTECIPARE AL PROGETTO E' NECESSARIO:


  • essere titolari di un sito Internet (di qualunque tipo purché relativo a un'azienda, studio professionale, ente o associazione);
  • iscriversi gratuitamente alla Comunità Ecosistema Digitale su Neurona
  • comunicare al Coordinatore della Comunità il dominio del sito che si intende far partecipare al progetto con una breve descrizione (max 500 battute);
  • allestire all'interno del proprio sito una sezione chiamata Digital Ecosystem Project nella quale pubblicare l'elenco completo dei partecipanti al Progetto con i relativi link e le descrizioni che verranno forniti dal Coordinatore;
  • impegnarsi a fornire l'andamento delle statistiche di accesso al proprio sito per un periodo di sei mesi con cadenze mensili.

Il Coordinatore della Comunità si riserva di non accettare o di eliminare dal Progetto i membri che non rispettino le regole citate o che utilizzino il Progetto stesso per scopi immorali, fuorvianti o lesivi dell'immagine della Comunità stessa.

Più membri parteciperanno al Progetto maggiori benefici si riuscirà ad ottenere in termini di posizionamento on-line e di incremento del Page Rank e del numero di visitatori. I risultati saranno resi pubblici e presentati nel corso del Convegno Annuale di Intermedia che si terrà a novembre 2007.