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giovedì, novembre 04, 2010

AIUTARE ONLINE. L'INTERVENTO PSICOLOGICO VIA INTERNET CON ADOLESCENTI


Quando si sceglie di fare lo psicologo, si deve anche scegliere in quale ambito operare. In base alla propria esperienza, e alle proprie caratteristiche personali, si arriva a capire con quale tipologia di patologia si è più adatti ad intervenire. C'è chi si trova meglio con i disturbi d'ansia, chi con i disturbi alimentari, chi con gli adulti e chi preferisce i bambini.
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Tendenzialmente si preferisce evitare gli adolescenti in quanto risulta troppo complesso instaurare una buona relazione terapeutica e perché è più facile che venga messa in discussione l’asimmetria tipica della relazione medico paziente. Può anche diventare complessa la triangolazione economica medico – paziente – genitori.
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Dalla lettura di questo testo si capisce che un terapeuta che utilizza l’asimmetria come strumento terapeutico imprescindibile, incontrerà parecchia difficoltà nella terapia con gli adolescenti. Difficilmente gli adolescenti vanno in terapia.
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Quando si vuole fare un intervento terapeutico con gli adolescenti bisogna quindi andare dove loro stanno. Li si deve raggiungere nell'aula scolastica, nei luoghi di ritrovo, e sempre più di frequente su Internet. Quasi la totalità dei giovani usa Internet come luogo di scambio di idee, di risorse e per mantenere e fare nuove amicizie.
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La lettura di questo libro è stata una scoperta, non credevo che esistessero già tante ricerche sull'argomento e-terapia. Potrei quasi affermare che non sapevo che questo tipo di terapia venisse già utilizzata. Uno psicologo che volesse dedicarsi alla e-terapia non deve avere solo una buona base teorica, ma anche capacità relazionali che lo rendano in grado di interagire con i teenager e deve inoltre avere discrete capacità di utilizzo di questi nuovi strumenti tecnologici.
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Mi ha rassicurata leggere che anche in questo tipo di supporto psicologico c'è una sessione preliminare in cui si chiariscono le specificità di tale intervento, e vengono richiesti dei dati che possono essere utilizzati al fine di superare la distanza fisica, qualora si rendesse necessario un intervento diretto: come nel caso di un sospetto atto anticonservativo. Diventa chiaro che chi desidera attuare un intervento e-terapeutico deve ricevere uno specifico training. Un addestramento all'utilizzo dei social network e dello slang giovanile. Non tutti si possono improvvisare e-terapeuti. L'adolescente non vuole essere problematizzato, ma ha bisogno di sentirsi alla pari con chi sta all'altro capo della chat, perché questo lo tutela da sentimenti di vergogna. I siti Internet che offrono aiuto quindi, non devono far percepire l'intervento come medicalizzato. Il panorama italiano ha invece un look clinico, professionale e poco interattivo. Per questo non attirerebbe gli adolescenti.
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Mi sembra che i siti internet italiani dedicati alla e-terapia abbiano questo aspetto, perché in Italia la psicologia è ancora impegnata a farsi prendere sul serio. Molto interessante è il capitolo sulle prospettive di intervento, dove si trovano suggerimenti pratici per chi vorrebbe lanciarsi nel supporto psicologico via web. Una psicoterapeuta come me, che ha ambiti di intervento differenti da quelli virtuali o dai temi portati ad esempio dall’e-book, sente forte il bisogno di un glossario che spieghi cosa si intende per web 3.0 o micropunture, quando non si sta parlando di chirurgia estetica.
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Per tornare alla tematica giovanile, concludo citando le parole dell’autore: “Per quanto il territorio e-terapeutico giovanile debba ancora essere approfondito e testato, questi sembrano essere i termini chiave per l'impostazione e lo sviluppo di nuovi servizi che possono vivere e operare on-line ma con auspicabili contatti nella realtà urbana, dalle istituzioni scolastiche all'organizzazione di eventi correlati alla formazione dei gruppi in rete. Integrare vita on e offline grazie a uno strumento terapeutico virtuale significa probabilmente riportare l'adolescente a una dimensione unitaria, integrata, sociale, capace di gestire Internet come un mezzo di comunicazione preferenziale e non come un luogo esclusivo di rifugio, scisso dall'esistenza in carne e ossa.
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Sia chiaro: è tutto in costruzione, siamo ora in una fase epocale di transizione. E se è vero che una visione sinottica degli ultimi studi sul counselling attraverso pc indica con chiarezza risultati positivi e ottimi livelli di alleanza terapeutica, lo scetticismo che riguarda lo strumento specifico è ancora elevato e non solamente da parte dei terapeuti.”
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Alessandro Calderoni
Aiutare online - L'intervento psicologico via internet con adolescenti
La prima guida italiana sull'aiuto psicologico agli adolescenti via internet.
Codice ISBN:978-88-87795-52-3
Prezzo: euro 12,00
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giovedì, aprile 29, 2010

AGORA: A CHI FA PAURA LA STORIA DI IPAZIA?


Rachel Weisz interpreta Ipazia al cinema

Su Facebook stanno crescendo a migliaia i fan del nuovo film AGORA sulla vita Ipazia di Alessandria di Alejandro Amenábar interpretato dalla bella e bravissima Rachel Weisz.

Un film che ha rischiato la censura in Italia, e che è stato accolto con grandissimo clamore da decine di migliaia di fan grazie alla Rete. I social network ancora una volta hanno fatto il miracolo.

Segnaliamo come i media hanno reagito a questo tam tam: Piero Bianucci su La Stampa scrive chiaramente che "ha vinto il popolo di Internet" con diecimila firme sotto una petizione per ottenere che un film dedicato alla vita di questa scienziata venisse proiettato nel nostro paese.

Di Silvia Ronchey, si può leggere Ipazia: quando Talebani erano i cristiani, pubblicato il 14 aprile su La Stampa.

Alessandro Zaccuri su Avvenire, 14 aprile 2010, Una strana Ipazia illuminista

A confronto sul tema Luciano Canfora (sul Corriere della sera) e Davide Rondoni (su Avvenire). Ipazia, il coraggio della filosofia di Luciano Canfora, e L’Ipazia di Luzi e quella dell’ideologia di Davide Rondoni.

Roberta De Monticelli su Repubblica, 9 aprile 2010: Ipazia, la donna che sfidò la Chiesa

Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, docente di Storia della Filosofia medievale all’Università degli Studi di Milano, pubblicato su L’Unità, il 13 aprile 2010: Ipazia, la donna che osò sfidare la Chiesa in difesa della scienza

Il pezzo di Lietta Tornabuoni sempre su La Stampa che parla di Kolossal cinematografico:
"Ipazia viene attaccata pubblicamente dal capo dei cristiani con l’accusa anacronistica di stregoneria e fa una morte atroce squartata viva: parti del suo corpo vennero messe in mostra in città, come mònito per gli scienziati della ragione e per gli infedeli "
Alberto Crespi su l'Unità parla di un film che (fortunatamente) non è Hollywood, ma uno splendido affresco sull’intolleranza

Più che di Ipazia, Agorà parla di un’epoca in cui le religioni si combattono con violenza per assicurarsi il dominio sulle menti dei semplici. Ipazia non era una donna semplice. Vedere il film significa aiutarla, ancora oggi, nella sua lotta per la ragione.
Franco Cardini pubblicato su www.francocardini.net, il 2 febbraio 2010: Ipazia

Su Il Manifesto un pezzo di Mariuccia Ciotta dal titolo "La scienza dilaniata nel corpo di Ipazia" che descrive una censura del regista (voluta? provocata dall'alto?)

...è stato tagliato dallo stesso regista di venti minuti rispetto alla versione passata sulla Croisette. Così le «lezioni» di Ipazia si alleggeriscono, ma soprattutto ne risente la sequenza dove i parabolani massacrano a colpi di pietra un gruppo di ebrei riuniti in una cerimonia festosa. La spedizione punitiva ebraica risulta così sproporzionata (Amenabar ha seguito qualche suggerimento dall'alto?).

Celebrata lungo i secoli come un’eroina del libero pensiero, Ipazia era una filosofa e scienziata attiva ad Alessandria nel IV secolo dopo Cristo. Brutto posto, e brutto momento, per il libero pensiero.


Anche i blogger si sono mossi compatti a descrivere la pellicola: Fabio De Sicot parla di Ipazia come di una "special woman" e conclude
"ci hanno provato. hanno provato un’altra volta ad uccidere ipazia. ma questa volta non ce l’hanno fatta".

Il blog di una piccola libreria indipendente, Libreria Atlantide, ci parla dei libri usciti su questa grande scienziata, tra cui ci ricorda che Ipazia è anche un libro per ragazzi, per Fabbri L’occhio del sole, ambientato nella biblioteca di Alessandria.

"Una donna dalla straordinaria bellezza e curiosità, fondatrice di una palestra per le menti che come primo comandamento aveva la libertà di pensiero, quel tesoro spesso irraggiungibile e periodicamente messo a repentaglio da numerosi poteri, che ad esempio Giulio Giorello ha definito come «l’aria in cui respiriamo tutti, che non può essere sequestrata né da una religione né da un’ideologia». Ipazia precedette Giordano Bruno e tracciò addirittura uno schema meccanico dell’ellisse, giungendo al bagaglio di cognizioni kepleriane".
Cinemaleos' Blog non nasconde qualche critica al film, ma poi, afferma,:
è un lavoro che merita d’essere visto, innanzitutto per le indubbie notevoli qualità esteriori: bellissima ricostruzione, fotografia smagliante, scene di massa ottimamente orchestrate e riprese (la sequenza dell’assalto alla Biblioteca è una delle più belle che il grande schermo ci abbia mostrato negli ultimi tempi), cast diretto mirabilmente… Ma è degno d’attenzione soprattutto per la sua denuncia contro ogni forma di intolleranza e di fanatismo. Non un semplice kolossal, ma un film attualissimo che induce noi occidentali a un profondo esame di coscienza. Un film che suscita salutari polemiche e riflessioni, che non può non scuotere e porci tanti interrogativi sulla nostra storia e sul nostro presente.
Molto interessanti le osservazioni e i link di Phenomenology Lab, progetto editoriale on line nato per iniziativa del Centro di ricerca in fenomenologia e scienze della persona dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Da qui possiamo anche scaricare il Pdf del resoconto del Giorno sull’incontro che si è tenuto a Milano il 22 aprile sulla figura di Ipazia, al quale hanno partecipato Vito Mancuso, Umberto Eco, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Eva Cantarella, Giancarlo Bosetti.

Scarica l’articolo in formato Pdf: Ipazia martire pagana e forse escort del sapere.

Di Luciano Canfora, si può vedere il video girato durante l’incontro-dibattito su Ipazia - Una donna per la libertà, la scienza, contro ogni fanatismo svolto presso la Treccani di Roma. Altri video dei relatori intervenuti: Giulio Giorello, Silvia Ronchey, Carlo Ossola, Gabriella Caramore.

Sulla figura storica di Ipazia d’Alessandria e sulla sua ricezione dall’epoca tardoantica a oggi, un accurato contributo di Silvia Ronchey, docente di Civiltà bizantina all’Università di Siena, scaricabile in formato Pdf da www.imperobizantino.it.

Una rassegna stampa aggiornata è disponibile anche a cura del sito La voce di fiore.

Gravità Zero intervista una Ipazia dei nostri tempi, la matematica e filosofa della scienza Maria Rosa Menzio, che ha portato la vita della scienziata sulle scene teatrali italiane.

ultimo aggiornamento: 25 aprile

sabato, aprile 04, 2009

LA SCIENZA DIVERTENTE ALLA LUDOTECA SCIENTIFICA DI PISA


Gravità Zero
, blog di divulgazione scientifica, ci segnala questa interessante iniziativa.


La scienza diverte un sacco! E a quelli della ludoteca Scientifica piace moltissimo divertirsi e divertire il proprio pubblico: un pubblico eterogeneo fatto di grandi e piccini.

Stefano Legnaioli, ricercatore a tempo determinato all'Istituto per i processi chimico-fisici del Cnr, ci informa di questa bellissima iniziativa giunta ormai alla settima edizione.

Sono oltre 1.500 i visitatori che ogni settimana varcano i cancelli dell’Area dei Vecchi Macelli per scoprire questa esposizione interattiva che, con una serie di esperimenti e di giochi scientifici selezionati, ha lo scopo di coinvolgere il pubblico e di accrescere la curiosità verso la ricerca scientifica.

Giovani laureati o studenti, con cognizione di causa e tanto entusiasmo, accompagnano per circa un'ora e mezza piccoli gruppi di 7-8 persone divise per fasce d'età.

Il principio ispiratore della Lus è quell'innovativo "metodo scientifico" inventato da Galileo: partire dall'esperienza per elaborare il concetto.

Nelle cinque settimane di programmazione, la Ludoteca viene visitata da più di 10.000 ospiti, replicando il successo degli anni passati e confermandosi una delle realtà più solide e apprezzate del panorama espositivo pisano.

Gli esperimenti, presentati sempre in chiave informale e divertente, sono stati organizzati dal dipartimento di Fisica “Enrico Fermi”, dall’Istituto per i Processi Chimico-Fisici (Ipcf) del Cnr e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), con la collaborazione dei dipartimenti di Chimica e di Informatica, del Centro Serra e, infine, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, di Ego-Virgo e il patrocinio della Provincia e del Comune di Pisa.

Gli oltre settanta giochi scientifici hanno riprodotto alcuni degli esperimenti che hanno segnato il progresso scientifico. I temi trattati sono quelli della forza, del movimento, dell’energia, dell’elettricità e del magnetismo, della gravitazione, del calore e della temperatura, dell’acustica, della chimica, della luce e dei colori. Con la guida di studenti, laureati e dottorandi, i visitatori possono così accostarsi ai metodi e ai processi tipici del sapere scientifico, seguendo le loro applicazioni fino ai risvolti nella vita quotidiana. Una quarantina di animatori, infatti, si alternano per fornire a gruppi di non più di 6-7 persone visite guidate della durata di un’ora e mezza, eseguendo spettacolari dimostrazioni che stimolano l’interesse e la curiosità dei visitatori.

E, soprattutto, incoraggiano questi ultimi a partecipare attivamente agli esperimenti.

In questa settima edizione che nasce sotto il segno delle celebrazioni dell’anno galileiano, la novità principale è rappresentata proprio dalla presentazione di una serie di esperienze ispirate a Galilei.

Per conoscere tutte le iniziative che saranno disponibili vi consigliamo di visitare il ricco sito internet sempre aggiornato.

La mostra si trova nel centro di Pisa nell’area dei Vecchi Macelli (Via Nicola Pisano, 25), e verrà inaugurata la mattina di sabato 18 aprile, ma sarà aperta a partire dal 20 aprile fino al 24 maggio, con orario dal lunedì al sabato 9-18, la domenica e i festivi 14-19. Seguirà, poi, dal 25 settembre al 25 ottobre, con le stesse modalità, l’edizione speciale per le celebrazioni galileane.
Per le prenotazioni alla mostra e ai singoli laboratori (consigliate) telefonare allo 050/3153776 (lun.-ven. 9-12 e 14-16), il costo del biglietto è di 4€ a persona con riduzioni a 3€ per gli studenti.

Per ulteriori informazioni: